Lo smart working in Sicilia è nel segno del Geco

04/06/2020 09:13:55


Lo smart working in Sicilia è nel segno del Geco

Lavoro agile” o “smart working”? “Lavoro a distanza” o “Telelavoro”? Chiamatelo come vi pare, di certo c’è che il Dipartimento Regionale della Protezione Civile Sicilia era già pronto anche a questa evenienza. O meglio a questa emergenza innescata dal Coronavirus che ha “costretto” buona parte dei lavoratori ad operare da casa. Che il DRPC Sicilia fosse pronto lo dimostra la presenza di una piattaforma in rete il cui acronimo, Gecos, sembra richiamare un piccolo rettile che in Sicilia è di casa, ma nell’ambito dell’Amministrazione regionale è quasi una sorta di fissazione, tanto che il software di valutazione dei dirigenti si chiama “GE.KO” e il programma di gestione dei beni mobili “Gecors”. La trilogia di questo acronimo è stata quindi completata con la piattaforma voluta, già diversi anni fa, da Calogero Foti, che del Dipartimento di Protezione Civile è il Dirigente Generale con una spiccata capacità di immaginare scenari futuri di operatività. Lo sviluppo di Gecos va in questa direzione e riunisce con una straordinaria architettura informatica tutte le forze in campo dell’isola, dal Dipartimento con i propri funzionari, ai volontari, alle amministrazioni locali, per finire ad una miriade di enti grandi o piccoli che siano. Tutti ricomposti digitalmente in un’unica piattaforma che ha ottenuto anche riconoscimenti pubblici, finalista a Smau 2015, Napoli Premio innovazione digitale Campania. Gecos negli anni è stato testato nel corso di varie emergenze e forse nemmeno chi l’ha immaginato avrebbe potuto ipotizzare uno scenario come questa pandemia.

Fin qui tutto bello, poi è difficile dire con parole semplici a cosa serve un prodotto innovativo che si ispira ad un animale capace di arrampicarsi anche sugli specchi. E non a caso. Nel corso dell’emergenza Covid 19 una delle necessità che in termini burocratici verrebbe definita “urgente e indifferibile” era quella di conoscere chi erano i soggetti destinatari, nell’immediato, dei dispositivi di protezione individuale e medicali che la Protezione Civile si era fatta carico di distribuire. Con le procedura burocratiche di vecchia maniera una raccolta di dati come questa comportava diversi giorni di faticoso lavoro. Con Gecos è bastato un clic di mouse. C’è bisogno di dire altro? Forse si: un sistema come questo non vive di luce propria ed ha bisogno di un lungo lavoro di preparazione e gestione da parte degli essere umani. Non è necessario essere informatici: basta essere persone che vivono nel presente. Va da sé che gli amanti di carta e penna Bic - molto simpatici, per carità - si autoescludono da questi processi.

Detto questo non ci vuole molto a capire che in presenza di strumenti come Gecos lo smart working si abbina come la panna con il caffè. L’aggiornamento costante di una piattaforma come questa richiede l’intervento di esperti del settore e tecnici in ambito interno al Dipartimento. Ma non solo. Specularmente, anche nei Comuni, nelle Prefetture, negli enti devono esistere figure professionali dedicate nell’interesse collettivo, ognuno per la sua parte. Se la Ministra Fabiana Dadone dice che il quaranta per cento dei dipendenti lavorerà in smar tworking anche alla fine dell’emergenza, ecco che nel suo piccolo il DRPC Sicilia è all’avanguardia e pronto per la scommessa. Avevamo detto di un premio ottenuto da questa piattaforma. Questa è la motivazione: <<“Droni e realtà aumentata: così la protezione civile si aggiorna al digitale. L’esigenza di una pianificazione adeguata, finalizzata alla prevenzione dei rischi del territorio, la necessità di interventi tempestivi ed efficaci in soccorso delle popolazioni colpite da calamità e i notevoli progressi conseguiti negli ultimi tempi nel settore della tecnologia hanno reso possibile l’attuazione del progetto G.E.CO.S. (Gestione Emergenze e Comunicazione in Sicilia): una Sala operativa “virtuale informatizzata” e quindi “delocalizzata” >>.

Nella sostanza qui siamo pronti a “Lavoro agile”, allo “smart working”, al “Lavoro a distanza” e persino al “Telelavoro”. Con il coinvolgimento di tutti gli attori del sistema di Protezione Civile.

Francesco Venuto

 

 

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